Imparare il metodo Un genitore, terminata la scuola, può stabilire con il proprio figlio che il mese di giugno sarà di totale riposo e relax. “Dopo un anno di studio impegnativo, ti meriti che per un po’ di tempo non ci sia l’assillo di compiti e lezioni”. Delle verità nude e crude sono che i compiti per le vacanze possono servire per rimediare eventuali insufficienze, per prepararsi alle verifiche che verranno effettuate al rientro a scuola, per restare in pari con il programma o semplicemente per rafforzare la conoscenza di una materia. Il compito degli adulti dovrebbe, a questo punto consistere esclusivamente, nel verificare se quotidianamente i compiti previsti sono stati effettuati. Un altro modo divertente per sviluppare passione e interessi è destinare una sera alla settimana alla visione di un film che verrà recuperato su DVD oppure in un cinema all’aperto della nostra provincia di residenza. (Sonda editore)[Perché i compiti a casa servono]. Un compito troppo facile può far perdere la fiducia nel senso del lavoro, uno troppo difficile rischia di incrinare l’autostima del ragazzo. Ben due ministri dell’istruzione si sono espressi contro: nel 2012 Francesco Profumo , favorevole alla limitazione dei compiti in “presenza di … Vaccino e mutazioni genetiche: che sciocchezze! Compiti a casa nel weekend? E che mariti e mogli con il tempo si assomigliano? E che la solitudine cambia il nostro cervello? Inoltre la scuola continua a promuovere le abilità cognitive più basse (la memorizzazione di contenuti da ripetere a comando) ignorando le strategie cognitive più evolute come il problem solving o il pensiero divergente. Talvolta, i genitori non sono in grado di supportare il lavoro dei figli. COMPITI DELLE VACANZE. sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l’ingiustizia già sofferta”. Si tratta di stimoli che non sono inclusi e compresi nelle schede di un libro di compiti delle vacanze e che aiutano i nostri figli a coltivare spazi di “interessi e passione” che vedono nel tempo estivo il loro momento di maggior sviluppo. Notizie, foto, video di Scienza, Animali, Ambiente e Tecnologia - Focus.it. In generale, i compiti dovrebbero riprendere l’attività svolta in classe con una sfida in più, affinché vengano messe in atto più capacità e stimolato l’interesse. Tutto questo, ma anche solo il ricordo di giornate serene, diventerà un prezioso bagaglio per ripartire a settembre”. Questo modo di gestire gli impegni scolastici dei figli durante le vacanze, permette al genitore di rivestire esclusivamente la funzione di “tutor” e “sostegno organizzativo” e aiuta il bambino a lavorare su aspetti di pianificazione e gestione che potranno risultargli utili anche alla ripresa della scuola. Ma per alcuni non è una questione di misura: i compiti andrebbero semplicemente aboliti perché dannosi e di nessuna utilità per l’apprendimento. La cosa che spesso succede è che mentre scorrono i giorni e le settimane, il famigerato “libro dei compiti delle vacanze” rimane appoggiato intonso sulla mensola all’ingresso di … Compiti delle vacanze sì o no? A casa i bambini non devono studiare ma recuperare il lavoro svolto e sistematizzarlo. Inoltre risultano avvantaggiati gli scolari che possono contare sul sostegno della famiglia. Ma in estate possiamo anche coinvolgere il nostro bambino nella realizzazione di un diario personale in cui registrare gli eventi più significativi delle sue vacanze, che possono essere descritti sia in forma scritta, sia attraverso disegni e scatti fotografici. La solitudine e il bisogno di stare insieme. Prot. Se si chiedesse allo scolaro che meglio ha risolto un problema, ostico per altri, di spiegare ai compagni come è arrivato alla soluzione, la volta dopo tutti avrebbero uno strumento in più. Ricordo innanzitutto che i compiti sono OBBLIGATORI per tutti, promossi o sospesi nel giudizio! Per avere la massima efficacia devono avere un feedback da parte degli insegnanti (che purtroppo non sempre li guardano). Questa svalutazione invalida in partenza la disponibilità all’impegno e al coinvolgimento attivo del giovane studente. Alle medie e alle superiori i ragazzi sono chiamati anche a studiare da soli e memorizzare: questo è un lavoro che ha senso se i docenti hanno insegnato un metodo di studio (l’uso delle mappe, le sottolineature, gli schemi, le linee del tempo...), altrimenti diventa un esercizio di memoria e le nozioni apprese si perdono facilmente. Crede nel loro valore, invece, Manuela Cantoia, coordinatrice delle attività formative dello Spaee (Servizio di psicologia dell’apprendimento e dell’educazione in età evolutiva dell’Università Cattolica di Milano) e coautrice del libro Come si impara. Per un ragazzo svolgere un tema significa scrivere per forza, sapendo che tutto ciò che scrive potrà essere usato contro di lui. Pubblicato il 28 giugno 2010 di Emanuele E. Parla l’avvocato Arnoldi in un’intervista di Studio Aperto: «In base alla concezione universale dei diritti dell’uomo, il ragazzo ha diritto al tempo libero, alle ferie, al riposo. I compiti delle vacanze rischiano di trasformare la stagione delle vacanze in un’ininterrotta “zona di conflitto” con i figli. Se i compiti servissero a consolidare gli apprendimenti e ad acquisire un metodo di studio, allora dovrebbero essere svolti a scuola: è qui che si deve imparare a imparare. Il documento intitolato « Compiti per le vacanze: perché sono utili (e perché no) » dal sito Magazine delle donne (magazinedelledonne.it) è reso disponibile sotto i termini della licenza Creative Commons. È quello che succede quando si studia solo per la prestazione. E non sempre quello che è indicato per un ragazzo va bene per un altro. La cosa che spesso succede è che mentre scorrono i giorni e le settimane, il famigerato “libro dei compiti delle vacanze” rimane appoggiato intonso sulla mensola all’ingresso di casa. Un dibattito sempre aperto (Foto: Corbis). Ecco quindi qualche strategia alternativa/parallela ai tanto discussi compiti delle vacanze, con cui ottenere ottimi risultati senza insistere troppo:. Suggerite ai bambini delle letture accattivanti che incontrino i loro gusti: romanzi storici, biografie di scienziati ed esploratori per esempio. Si chiama apprendimento difensivo e avviene quando lo studente punta a rispondere semplicemente alle prestazioni richieste dalla scuola: studia per superare una verifica, ma non impara niente. Permettere ai bambini di appassionarsi al cinema, con narrazioni lunghe ed entusiasmanti, è oggi giorno più che mai necessario. Ma si tratta di memoria a breve termine, utile ai fini di un’interrogazione. La questione, dunque, non riguarda solo i compiti delle vacanze ma anche quelli che vengono Secondo noi, i compiti delle vacanze sono un argomento che rischia di essere frainteso: la classica situazione in cui si fa di tutta l’erba un fascio. Si interrogano sulla loro utilità e quantità le istituzioni, i genitori, gli insegnanti, i pedagogisti. Qeust'anno sono aumentati i compiti per le vacanze 2020 per gli studenti. La selezione per merito privilegia chi ricorda meglio. Inoltre: Voyager 2, la navicella più longeva nella storia delle missioni spaziali; come funzionano i reparti di terapia intensiva dove si curano i malati della CoViD-19; cos'è davvero il letargo per gli animali. Ben due ministri dell’istruzione si sono espressi contro: nel 2012 Francesco Profumo, favorevole alla limitazione dei compiti in “presenza di altri stimoli”, nell'estate 2013 Maria Chiara Carrozza, molto critica sui compiti estivi. E’ la scuola che decide e noi famiglia dobbiamo rispondere in modo adeguato alle aspettative che i docenti hanno nei confronti dei propri alunni. uno studia per se stesso e non perchè è imposto, lo fai per te, per il tuo futuro. Il dibattito sull’utilità del lavoro a casa coinvolge tutto il sistema scolastico. Ad auspicare una vita scolastica senza pomeriggi chini sui libri è Maurizio Parodi, pedagogo e dirigente scolastico in servizio presso il Coordinamento genitori democratici nonché autore dell’eloquente Basta compiti! Anche se per un compito “ideale” l’80% del lavoro a casa dovrebbe poter essere svolto in autonomia fin dalla prima elementare, la famiglia fa la differenza. Tolgono tempo. Compiti a casa sì o no? I compiti delle vacanze sono anche l’occasione per insegnare ai bambini a organizzarsi in modo autonomo. Evidentemente i compiti non sono un problema solo per chi deve farli. E allora tutto diventa una corsa contro il tempo e l’intera famiglia si trova a recuperare in due settimane ciò che invece doveva essere con calma svolto in due mesi. Poi non resta nulla: le. Un bambino può anche chiedere di autogestirsi nell’arco della settimana e il monitoraggio da parte dei genitori potrebbe perciò avvenire esclusivamente nella giornata di venerdì. Si tratta spesso di video che hanno scarso valore artistico, con contenuti alquanto modesti e dalla durata breve, che abituano ad una visione frammentata e spezzettata e che diseducano, invece, alla capacità di seguire storie complesse, ricche di elementi narrativi con sviluppi e intrecci di trama che necessitano di tempi significativi e sceneggiature ad hoc. I compiti delle vacanze rischiano di trasformare la stagione delle vacanze in un’ininterrotta “zona di conflitto” con i figli. Ora, se la scuola ha deciso di assegnare a nostro figlio i compiti, la questione non si pone in partenza. Oggetto: Compiti scolastici da svolgere a casa e in classe. Quasi tutti d’accordo sulla necessità di non caricare troppo i ragazzi di lavoro extrascolastico commisurandolo con l’età e le ore passate in classe. Laddove, il bambino non sia stato in grado di organizzarsi e di autogestirsi in modo adeguato, nel tempo del week end dovranno essere recuperati i compiti non svolti. Sono gli insegnanti a decidere che cosa serve alla crescita e alla formazione dei loro studenti. Un buon modo per selezionare le letture estive consiste nel chiedere qualche indicazione ai docenti di scuola oppure nel farsi consigliare dal referente della biblioteca locale che saprà fornirci una lista di titoli adeguata. Ma non tutti gli studenti sono allo stesso livello e ognuno ha il suo modo di imparare: per qualcuno farli è semplice, altri devono impegnarsi molto di più, troppi non riescono. E così per le tabelline in seconda. I compiti delle vacanze sono obbligatori? Da più parti è stato segnalato al Ministero che in talune scuole secondarie gli alunni sarebbero sottoposti ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa. il barone rampante da piccola l’ho odiato, e in quella lista ci sono alcuni pesi che se potessi li metterei obbligatori per alcuni adulti che conosco…in ogni caso: i compiti per le vacanze sono la felicità di chi ama la scuola e il castigo di chi non la sopporta, perciò ottengono sempre l’effetto contrario che dovrebbero avere. Dire ad un figlio: “I tuoi insegnanti hanno deciso che questi saranno i tuoi impegni durante l’estate. Compiti per le vacanze A riguardo, si deve far riferimento allo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, a sua volta previsto e concordato con la Legge Parlamentare numero 12 del 29 giugno 2000. Sarebbe ideale che in tale computo rimanessero escluse le settimane in cui la famiglia vive la propria vacanza principale. E se esiste la legge,vorrei anche conoscerla. Ma voglio anche spiegarvi perchè. Alle primarie quasi tutto il lavoro viene svolto in classe, dove le maestre indirizzano anche sul metodo di studio. Ciò considerato, i compiti delle vacanze sono molto importanti perché permettono ai bimbi di ripetere, le regole grammaticali e matematiche apprese durante le lezioni a scuola, sperando così che la ripresa della scuola con la prima fase di ripetizione del programma svolto nell’anno scolastico precedente, non risulti troppo faticosa. Problem solving. Soprattutto d'estate con i "famigerati" compiti delle vacanze. Perché sì. I minori infatti tendono a seguire in modo quasi compulsivo i video disponibili su youtube, spesso realizzati dai loro youtuber di riferimento. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy . Discriminanti. In merito ai compiti delle vacanze, circolano due posizioni ben distanti.C’è chi afferma che i compiti per i bambini siano controproducenti perché anche i piccoli hanno bisogno di dare uno stacco netto agli impegni scolastici, c’è, invece, chi considera i compiti fondamentali e necessari per non dimenticare e buttare al vento tutto il lavoro svolto durante l’anno scolastico. è ovvio che sono obbligatori i compiti estivi, ma ti do un consiglio: cambia ottica. I compiti non devono necessariamente “piacere” però gli studenti devono capire bene a che cosa servono. Questo è un buon primo punto da cui cominciare. Per non parlare della lettura: che piacere può scaturire da un libro letto per dovere, sezionato con accanimento? Come fare? Le vacanze natalizie sono iniziate già da una settimana, quindi possiamo dire che i bambini si sono rilassati abbastanza è quindi giunto il momento di suddividere i compiti in base ai giorni di vacanza rimasti cercando di dedicare almeno un’ora al … Quindi, se ad agosto, stiamo via tutti insieme per 15 giorni, quelle due settimane saranno di puro piacere e non includeranno impegni didattici e scolastici. Ma ci sono tante novità: si inviano online e sono personalizzati In definitiva, quindi, se è vero che i compiti delle vacanze siano facoltativi, sarebbe bene invitare i bimbi a farli, specie all’avvicinarsi dell’inizio della scuola. Non bastava che i libri fossero colorati e pieni di disegni per invogliarci a studiare ancora, bisognava comunque interrompere il gioco e fare qualche conticino, compilare spazi con le paroline, magari tra una merenda e l’altra, tra un castello di sabbia e qualche bagno con i braccioli. Per esempio, leggere a casa tutti i giorni in prima elementare serve ad automatizzare il processo di lettura. [Perché i compiti a casa non servono]. Non ultimo, durante l’estate possiamo essere buoni allenatori che stimolano e nutrono passioni interessanti, coinvolgenti e divertenti che potrebbero rimanere nella vita dei nostri figli per moltissimi anni. L’apparato scolastico funziona per postulati non dichiarati: più si ascolta più si apprende (e invece i ragazzi hanno una capacità di ascolto molto limitata); a scuola si insegna, a casa si impara (ma l’apprendimento deve avvenire in classe)... Tutto procede sui soliti binari, secondo riti e tradizioni obsolete. Spesso i genitori non hanno chiare le aspettative degli insegnanti e pretendono dai piccoli prestazioni che la maestra non intendeva richiedere. Compiti a casa: perché sì e perché no - Focus.it, Sei bravo in matematica? Talvolta basterebbe che i ragazzi confrontassero fra loro le rispettive strategie per superare le difficoltà di chi non riesce. Le informazioni ben elaborate, invece, restano, o comunque si riapprendono molto velocemente. Sono la croce delle vacanze estive, nel racconto che ne fanno molti genitori. La funzione dei compiti è legata al lavoro che si fa a scuola. La didattica cooperativa. Così non solo viene riconosciuto un valore all’impegno richiesto, ma gli insegnanti hanno anche modo di verificare eventuali difficoltà. Di solito alla fine della scuola le insegnanti assegnano dei compiti che i bambini dovrebbero svolgere durante le vacanze. Le vacanze, a detta degli irriducibili, durano troppo, anche se, stranamente, nessuno ne propone la riduzione o l’abolizione – beffardo paradosso: i soli a profittare delle vacanze degli studenti sono gli insegnanti, ben oltre il periodo di ferie cui hanno diritto, cioè coloro che ne impediscono il godimento agli studenti, a chi ne ha diritto. Le nostre attività lasciano un’impronta sull’ambiente, ma dobbiamo vivere in un mondo più sostenibile. Ruolo chiaro Un sondaggio di Skuola.net mostra che i compiti per le vacanze non saranno fatti dal 50% degli alunni, che preferirebbero al massimo leggere un libro. Per esempio: è vero che la musica fa cambiare sapore al formaggio? Sono passato in quarta superiore e i professori ci hanno riempito di compiti da svolgere durante l estate, i quali necessitano inoltre dell acquisto di ulteriori libri, che saranno oggetti anche di verifiche scritte all inizio dell anno scolastico. Ci vuole più fiducia dei genitori sia negli insegnanti sia nei bambini. Gli insegnanti per lo più ignorano il modo con cui i loro allievi apprendono e le loro potenzialità; pretendono riflessione, attenzione, memoria senza indicare i “gesti mentali” da compiere. Il nome Utente e la password da lei forniti sono personali e non potranno essere usati da nessun altro per accedere ai servizi offerti dal Sito. La cosa più comoda è verificare quante pagine ha il libro delle vacanze, quante settimane abbiamo a disposizione per completarlo e con questi dati definire quante schede devono essere mediamente svolte ogni giorno e/o ogni settimana. Il compito dei prof Si pensi al “tema”, la forma di scrittura più utilizzata e, tra l’altro, bandita già dai programmi del 1985. Matematica: esiste una predisposizione genetica? Pro e contro Ogni occasione è buona per riaprire il dibattito. Ogni persona usa strategie ed espedienti mentali per affrontare determinati compiti. Inoltre quasi nessuno li controlla al rientro a scuola. Italo Farnetani, pediatra di Milano, dal 2004 si batte contro i compiti delle vacanze e dice «Sono inutili, perfino dannosi per i ragazzi, e costosi per le famiglie. © Copyright 2021 Mondadori Scienza Spa - riproduzione riservata - P.IVA 08386600152. Pregiudizi digitali: perché l'AI è sessista? Procediamo con ordine. Il dibattito sull’utilità del lavoro a casa coinvolge tutto il sistema scolastico. Puoi usare la calcolatrice. Poi viene spostato da una borsa ad una valigia in occasione di vacanze e trasferimenti dai nonni, ma frequentemente dimenticato, fino a quando proprio non se ne può più. Sono liberi di raccogliere pensieri, emozioni, ricordi di viaggio e delle vacanze in un diario o in un quaderno. Sanno che ogni giorno devono fare alcune pagine di studio o del libro delle vacanze e imparano quindi a gestori il proprio tempo in modo autonomo. La cosa che serve di più ad un bambino e ad un preadolescente è comprendere che è necessario programmare bene il proprio impegno per evitare di arrivare con la consueta “crisi” di fine estate, dove tutto è ancora da fare e il tempo sembra non bastare mai.