Un altro intervento importante si ebbe dalla fine dell'Ottocento ai primi del Novecento quando si abbassò di una ventina di centimetri il pavimento per dare maggiore slancio all'interno e si liberarono i fianchi del Duomo delle costruzioni che, nel tempo, si erano venute ad appoggiarvisi, tra le quali i due muri trasversali dotati di archi a sesto acuto che collegavano il duomo alla Ghirlandina e alla sagrestia; in quell'occasione si costruì un nuovo passaggio sopraelevato per la sagrestia in uno stile che richiama il romanico. La monumentalità della Porta Regia conferì al fianco meridionale l'aspetto di una seconda facciata. A loro si devono buona parte delle decorazioni interne, ma anche diversi interventi strutturali quali l'apertura delle due porte della facciata ai lati del portale maggiore e la costruzione del grande rosone gotico al centro della facciata, che comportò un intervento al secondo piano del protiro del portale maggiore. di salire, dal lat. Videoguida descrittiva del Duomo di Modena, curata del Duomo di Modena in collaborazione con Pongo Films. Proseguendo ancora nella navata verso il presbiterio si può notare il sepolcro monumentale dell'abile condottiero di famiglia nobile modenese Claudio Rangoni, che fu al servizio dei Veneziani e anche del re di Francia Francesco I e morì a soli 28 anni; risale a circa il 1542 e fu costruito su disegno di Giulio Romano. Esterno: La facciata è a spioventi (a salienti) con due grandi paraste/contrafforti ,corrispondenti alle navate. La bifora divenne poi di stile gotico in seguito a un rifacimento più tardo, A questo scopo l'operazione avvenne con la custodia di un corpo di guardie giurate, scelte in numero di sei dall'ordine dei, Si tratta di nomi in parte latinizzati, e con probabili tratti fonetici e/o grafici attribuibili alla, lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità, Gli organi dal sito ufficiale della Cappella Musicale del Duomo di Modena, disposizioni foniche degli organi a canne, cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta e San Geminiano a Modena, Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia, Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani, Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla, Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città, Chiesa e convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, Ferrovia retica nel paesaggio dell'Albula, Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, Genova: le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli, Longobardi in Italia: i luoghi del potere, Opera dei Pupi, teatro delle marionette siciliano, Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale, Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese, e il parco delle Chiese Rupestri di Matera, Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, Villa romana del Casale, presso Piazza Armerina, Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Duomo_di_Modena&oldid=117163741, Chiese dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci con template Immagine sinottico con didascalia e immagine letta da Wikidata, Collegamento interprogetto a Wikibooks presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. I capitelli di tre delle 10 colonne a sostegno del pontile si rifanno ideologicamente all'aspettativa di salvezza con il sacrificio di Abramo, il martirio di San Lorenzo e Daniele nella fossa dei leoni. La scuola modenese degli allievi di Wiligelmo fu molto importante e influente nel nord d'Italia, come ad esempio nella chiesa abbaziale di San Silvestro nella vicina Nonantola. ricalca il fr. I Maestri campionesi erano stati chiamati per completare la cattedrale e, soprattutto, per costruire la torre campanaria. VV., Marmoribus Sculptis, Il duomo di Modena arte e storia, editore Altair4 multimedia per Museo Civico d'arte e Cassa di Risparmio di Modena, Modena 1998(senza ISBN). Sul duomo di Modena esistono altre porte, due sul fianco in piazza e una verso nord. Rivolta a tramontana, dove spirano i freddi venti e dove si estendono le oscurità del peccato, la porta settentrionale fa da specchio alle insidie e alle fatiche della vita terrena. Nel 1944 una parte del lato sud venne parzialmente danneggiata da un bombardamento e presto restaurata. Il Duomo di Modena Il Duomo di Modena è tra i maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, riconosciuto nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme alla sua torre Ghirlandina e all’adiacente Piazza Grande.Il Duomo fu fondato il 9 giugno del 1099 per iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali […] Presto divenne un modello per costruire le chiese di tutta l’area padana, per la chiarezza della sua struttura e delle sue forme, e per la bellezza delle sue sculture. Questa minore tensione e partecipazione dell'artista rispetto a Wiligelmo hanno fatto pensare all'influsso dell'arte borgognona. EUR 5,00 + EUR 8,00 spedizione . Nel presbiterio si trova anche il mirabile coro ligneo intarsiato del 1461-1465 opera degli esponenti di una dinastia di provetti ebanisti, i fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi, detti da Lendinara. La torre campanaria di tipo lombardo è indipendente. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 9 dic 2020 alle 00:04. Sono state sostituite alcune travi portanti piuttosto degradate, e si sono riparate fessure nella muratura. Anche uno dei due leoni di origine romana fu colpito e poi fedelmente ricostruito. Non è certamente di Wiligelmo, e nemmeno di un maestro campionese, l'altorilievo di Cristo in trono entro una mandorla posto al di sopra del rosone della facciata e sovrastato da una specie di baldacchino che, per motivi stilistici, è attribuito a un Maestro del Redentore vissuto molto dopo gli inizi del XIII secolo. Quanto poi ai rilievi del ciclo arturiano, i temi e le soluzioni formali dei rilievi modenesi rappresentanti il ciclo bretone (con Winlogee, Galvaginus, Corrado, Isdernus, Burmaltus e Artus de Bretania) rimandano al ricamo dell'arazzo di Bayeux. Esistevano comunque quattro campate già delimitate da arconi, che ancora attraversano la navata e che creavano un ritmo nella struttura parietale, sottolineato anche dalle paraste che prolungano i pilastri, dalle membrature degli archi a tutto sesto e dalle trifore. La facciata del duomo è idealmente inscrivibile in un quadrato, è a salienti, con tetti a spioventi di altezze diverse che disegnano la forma interna delle navate. Il Duomo di Modena ha una facciata a salienti, e se guardiamo solo la facciata vediamo che già questa chiarisce quali sono gli spazi interni, tanto è vero che i contrafforti individuano la navata centrale, e anche lateralmente la chiesa è contraffortata. I rilievi di Wiligelmo ne fanno il caposcuola della scultura romanica in Italia. San Paolo a Ripa d'Arno a Pisa La facciata a salienti, o più in generale copertura a salienti, è un termine architettonico usato per definire la forma della facciata di un edificio, solitamente una chiesa, quando, come suggerisce il termine stesso, la copertura presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze. Più avanti verso la Porta della Pescheria è la Pala di San Sebastiano della prima metà del Cinquecento di Dosso Dossi, considerata uno dei capolavori d'arte sacra del pittore. In quel giorno venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, splendido esempio di arte romanica che stupì i contemporanei, e che continua tuttora a sorprendere per la sua straordinaria bellezza e originalità. Questo motivo dà ritmo all'edificio scandendo l'articolazione dello spazio con un gioco di chiaroscuri. Duomo di Modena, facciata Duomo di Parma, facciata FACCIATA A SALIENTI FACCIATA A CAPANNA LA FACCIATA. Ma le opere che attraggono l'occhio del visitatore sono i rilievi marmorei dipinti del parapetto, ripristinato nelle sue forme originarie dal grande restauro dei primi anni del Novecento, raffiguranti scene della Passione di Gesù: Di queste sculture non è noto l'autore che viene quindi chiamato Maestro campionese della Passione. All'esterno l'articolazione dello spazio riflette quella interna, una teoria di loggette ad altezza di "matroneo", cinge tutto il perimetro del Duomo, racchiuse da arcate cieche. Per la costruzione del duomo attuale vennero usati in parte materiali ricavati dai ruderi di edifici di epoca romana. Questa cerimonia avvenne in forma solenne alla presenza del papa Pasquale II, di vescovi e abati, della contessa Matilde e del popolo, attento e vigile durante la ricognizione del sepolcro e la traslazione nel timore che vi potessero essere furti di reliquie, allora oggetto di fiorente commercio[5]. Il Duomo di Pisa Il Duomo, iniziato nel 1604 per volontà delle magistrature della città e del vescovo Guido, è dedicato alla Vergine in ringraziamento della vittoria navale sugli arabi a Palermo. Si tratta di un edificio antichissimo, la cui costruzione iniziò nel 1099 a opera di Lanfranco e Wilielmo. Wiligelmo, Cacciata dal Paradiso Terrestre, Wiligelmo, Uccisione di Caino e l'Arca di Noè. Sono da ammirare i capitelli delle numerose colonne, tutti diversi per forma e dimensioni: pochi sono in stile corinzio, gli altri sono con leoni, sirene, animali fantasiosi e uno con la Storia di San Lorenzo. Infine il presbiterio è rialzato rispetto alla cripta, creando un pontile realizzato da maestri campionesi. Presenta all'esterno alcuni gradini ed è di marmo rosa, diverso dal colore bianco della superficie del Duomo. Il protiro è retto da due leoni stilofori (cioè reggenti una colonna ciascuno) di epoca verosimilmente antica (forse copie di sculture romane). Pende sopra il pontile un notevole crocifisso ligneo dorato del XIII secolo. Lo strumento, di piccole dimensioni, è a trasmissione meccanica ed ha una tastiera di 45 note ed una pedaliera a leggio di 12, entrambe con prima ottava scavezza. Oggi i canali sono coperti da vie che ricordano nel nome le vie d'acqua sottostanti (Corso Canalgrande, corso Canalchiaro, via Canalino). Degli ultimi decenni del Trecento è il polittico del pittore modenese Serafino de' Serafini situato nell'abside di sinistra e rappresentante l'Incoronazione della Vergine, la crocefissione e Santi. I lavori edili andarono avanti alacremente procedendo nel frattempo la demolizione di parti della vecchia cattedrale per fare posto alla nuova, sicché nel 1106 la costruzione era già coperta e si poté traslare il corpo del Santo patrono da ciò che restava ancora della vecchia chiesa dove era sepolto alla cripta della nuova basilica. La costruzione romanica fu terminata nel 1184. pres. Le sculture che esaltano le capacità scultoree dei Campionesi sono nei rilievi che ornano l'ambone con le figurazioni dei dottori della Chiesa in atto di scrivere su ispirazione di un angelo o di una colomba, simbolo dello Spirito santo, dei simboli degli Evangelisti, di Cristo in maestà e di Cristo che risveglia gli apostoli nel Getsemani. FACCIATA:la facciata è perfettamente equilibrata. L'ultimo intervento della scuola di Wiligelmo nei lavori di decorazione del Duomo prima dell'avvento dei Campionesi è quello relativo alle otto metope poste al disopra dei contrafforti esterni, opera di un seguace di Wiligelmo chiamato Maestro delle metope (1130 circa). Evidenti sono gli influssi coloristici di Tiziano. duomo di modena . L'organo maggiore del duomo di Modena, a trasmissione elettro-pneumatica, fu costruito nel 1934 dalla ditta Balbiani Vegezzi-Bossi. poste a dividerla in tre campiture. Notevole è l'originalità del tema trattato e il realismo delle figure di dimensioni uguali al vero. È stato restaurato dalla stessa nel 1984, e in tale occasione fu realizzata una nuova consolle. Demolita poi completamente la vecchia cattedrale, i lavori continuarono ed entro il terzo decennio del XII secolo il lavoro dei successori di Lanfranco e Wiligelmo si era concluso. Vi è un terzo organo, costruito nel 2012 da Nicola Puccini, utilizzato prevalentemente per l'accompagnamento della Cappella Musicale del Duomo. Il tutto è sormontato da un imponente protiro. – 1. agg. Coordinamento sito Unesco c/o Museo Civico d'Arte Viale Vittorio Veneto, 5 - 41124 Modena Telefono: +39059 2033122 - Fax: +39 059 2033110 Nell'architrave si trova un bassorilievo raffigurante Episodi della vita di San Geminiano: Alcuni critici pensano di attribuire le storie di San Geminiano a Wiligelmo stesso in tarda età, almeno per alcune parti dei bassorilievi che rappresentano scena della vita di San Geminiano, ma tale attribuzione è da scartare per l'assenza della tensione e della forza plastica che anima la scultura di Wiligelmo sulla facciata. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo, conservate in una semplice urna del IV secolo ricoperta da una lastra di pietra e sorretta da colonne di spoglio. Nel 1936 si ricostruirono le guglie a loggetta che sovrastano i pilastri della facciata cadute per il terremoto del 1797 e mai ricollocate in loco. Esso si inserisce nell’ambito di un nutrito gruppo di edifici religiosi del Medioevo europeo riconosciuti patrimonio dell’umanità. Più avanti sempre nella stessa navata il cosiddetto Altare delle statuine, una grandiosa ancona di terracotta risalente alla prima metà del Quattrocento, a forma di polittico gotico, opera di Michele di Niccolò Dini, detto anche Michele dello Scalcagna o Michele da Firenze, con figure di santi entro nicchie, una predella con scene della vita di Gesù e un alto e slanciato coronamento di pinnacoli. Lateralmente vi è un prolungamento esterno delle navate laterali. contrafforte rosone facciata a salienti pròtiro leoni stilòfori loggette archetti pensili monòfora Nella figura è presente il Duomo di Modena, S.Geminiano (1184 - finita nel 1500). Oltre alle sculture di Wiligelmo, il duomo contiene altre opere di grande valore artistico. a. Che sale verso l’alto, in determinate locuz. L'uso di pilastri a fascio e colonne alternati è di solito funzionale alla costruzione delle volte, perché le volte della navata centrale, più ampie e pesanti, poggiano su pilastri, mentre le volte delle navate laterali scaricano su colonne o pilastri più piccoli. Per un confronto con le altre principali chiese romaniche della regione si riporta una tabella con le principali misure, Cathedral, Torre Civica and Piazza Grande, Modena, Importanza del Duomo di Modena nella storia dell'architettura. Tra navata centrale e cripta è posto il pontile decorato dei Campionesi. In questo contesto può forse rappresentare l'elemento di rinascita e di passaggio insito nel messaggio di Cristo. Dotati di una tecnica raffinata dimostrano negli stalli intarsiati abilità compositiva e notevoli doti prospettiche derivate dagli studi di Piero della Francesca. Gli elementi che caratterizzano la facciata di una chiesa romanica LA FACCIATA ROSONE CONTRAFFORTI PROTIRO PORTALE MAGGIORE LOGGIA O GALLERIA ARCHI CIECHI. Successivamente fino al XIV secolo, generazioni di maestri Campionesi modificarono l'aspetto della costruzione aggiungendo il rosone in facciata, aprendo la Porta Regia, rialzando la parte absidale, lavorando alla Ghirlandina e aggiungendo il pontile presbiteriale. Due fiere (un leone ed una pantera) sui cui corpi si arrotolano due serpenti che le mordono sul groppone. Due poderose paraste dividono la facciata in tre campiture. Numerosi rilievi, tra i quali i quattro celebri pannelli con le Storie della Genesi di Wiligelmo, decorano la facciata. I personaggi presentano nomi di origine bretone (risalenti all'antico o medio bretone) All'ingresso della navata meridionale si trova un grande affresco attribuito a Cristoforo da Lendinara che, oltre che intarsiatore, fu anche pittore. Duomo di Modena: Fu costruito da Lanfranco e si sviluppa su 3 livelli, con 3 absidi e 3 navate, ma privo di transetto. Due alti pilastri, coronati da torrette poligonali, marcano la larghezza e l’altezza della navata centrale. Il Duomo di Modena è considerato uno dei più significativi esempi di Romanico. Il vescovo tuttavia continuò a risiedere presso la chiesa principale di Mutina, dove erano conservate le spoglie del santo patrono; col tempo attorno alla chiesa (che sorgeva all'esterno delle mura romane) si venne a formare un nucleo abitativo, che diventò, ed è ancora oggi, il centro di Modena, seguendo un andamento a raggiera lungo le vie d'acqua che attraversavano la città.[2].